Quando i terroristi insegnano

Eravamo alla ricerca di effetti speciali, di emozioni senza precedenti, di ore straordinarie.

Speravamo in una vita fatta di istanti unici, irripetibili.

Momenti silenti, passeggiate al parco, gite in bicicletta, panorami pastorali dalla finestra. giornate uguali a quelle passate, risate in cucina di fronte a un piatto di pasta, non appartenevano ai nostri sogni.

La monotonia era cosa dei nostri nonni, un’aspirazione per gli over 80.

Poi la nostra vita è cambiata.

Da un momento all’altro le cose scontate si sono trasformate in occasioni di festa.

La noia si è mutata in un dono senza precedenti.

Attraversare la strada e arrivare incolumi sul marciapiede di fronte, un miracolo dichiarato.

Tornare da una gita, rientrare sani e salvi da una reunion di classe, un evento da celebrare.

I terroristi ridono di fronte alle vite spezzate, al timore delle persone ad uscire di casa. distribuiscono dolci e caramelle alla notizia delle stragi di innocenti.

Il male incalza intorno cercando di cambiare le nostre abitudini, i nostri pensieri, le nostre passeggiate in centro.

Non ci arrenderemo alle loro minacce, non permetteremo che tutto questo influisca sul nostro modo di vivere, tuonano i politici di turno al sicuro tra le loro guardie del corpo.

Invece sì, c’è una cosa in cui stiamo iniziando a cambiare. Ed è proprio grazie ai terroristi assassini che il cambiamento sta avvenendo.

Nulla è più così naturale, certo, scontato. Nessun passo è sicuro, statisticamente probabile, obiettivamente senza rischi.

I terroristi ci ricordano che esiste una serie minore di miracoli, quelli che ci fanno camminare, mangiare, gioire, correre, respirare.

Un insieme di eventi senza impatti fantastici sulla nostra vita di ogni giorno.

Momenti silenti, ripetitivi, senza nessun effetto speciale.

Prima del terrorismo scartavamo i regali di D-o quasi con non chalance, come se ci fossero forse dovuti.

Oggi abbiamo imparato che questo automatismo del ricevere in ogni secondo non è una garanzia abbinata alla nostra nascita. Ma un dono, un dono interminabile che D-o prolunga secondo per secondo.

Quando i maestri hanno composto questa preghiera: Ti ringraziamo D-o  per la nostra vita che è nelle Tue mani, per le nostre anime che sono presso di Te in custodia , per i miracoli che fai per noi ogni giorno e per le meraviglie e gli atti di bontà che ci concedi in ogni momento, la sera, al mattino e al pomeriggio,  avevano sicuramente in testa anche i nostri giorni.

 

Gheula Canarutto Nemni

 

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