<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Pensieri di Torà</title>
	<atom:link href="http://www.pensieriditora.it/index.php/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.pensieriditora.it</link>
	<description>Un Pensiero di Torà per dissetare la tua anima...</description>
	<lastBuildDate>Sat, 02 Feb 2013 23:39:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Manifesto dell’ebraismo*</title>
		<link>http://www.pensieriditora.it/index.php/2013/02/manifesto-dellebraismo/</link>
		<comments>http://www.pensieriditora.it/index.php/2013/02/manifesto-dellebraismo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2013 23:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rav Ronnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[dieci comandamenti]]></category>
		<category><![CDATA[ebraismo]]></category>
		<category><![CDATA[ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensieriditora.it/?p=444</guid>
		<description><![CDATA[Uno spettro s&#8217;aggira per il mondo- lo spettro dell’ebraismo. Tutte le potenze si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: scettici e atei, agnostici e antisemiti, ignoranti e persone colme di pregiudizi. Quale partito d&#8217;opposizione non è stato tacciato di filosemita dai suoi avversari di governo; qual partito d&#8217;opposizione non ha &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.pensieriditora.it/index.php/2013/02/manifesto-dellebraismo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><img class="alignnone" title="maghen david" src="http://www.dreamstime.com/magen-david-thumb7179950.jpg" alt="" width="300" height="450" /></p>
<p dir="ltr">Uno spettro s&#8217;aggira per il mondo- lo spettro dell’ebraismo. Tutte le potenze si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: scettici e atei, agnostici e antisemiti, ignoranti e persone colme di pregiudizi.</p>
<p dir="ltr">Quale partito d&#8217;opposizione non è stato tacciato di filosemita dai suoi avversari di governo; qual partito d&#8217;opposizione non ha rilanciato l&#8217;infamante accusa di ebreo, talvolta addirittura ortodosso, tanto sugli uomini più progrediti dell&#8217;opposizione stessa, quanto sui propri avversari reazionari?</p>
<p dir="ltr">Da questo fatto scaturiscono due specie di conclusioni.</p>
<p dir="ltr">L’ebraismo è di già riconosciuto come la religione da cui tutte le altre prendono spunto.</p>
<p dir="ltr">E` ormai tempo che gli ebrei espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere e di vivere, i loro fini, le loro tendenze e che contrappongano alla favola dello spettro dell’ebraismo un manifesto della religione stessa.</p>
<p dir="ltr">A questo scopo si sono riuniti sotto al Monte Sinai ebrei ed ebree dalle personalità più diverse e hanno ricevuto il seguente manifesto che rimarrà eternamente immutato in tutte le parti del mondo.</p>
<p dir="ltr">La rivoluzione ebraica è la più radicale rottura con i rapporti tradizionali di razionalità; nessuna meraviglia che nel corso del suo sviluppo ci siano stati vari tentativi di ricondurre tutto alla logicità, cercando di sminuire tutto ciò che è riconducibile alla fede, alla emunà.</p>
<p dir="ltr">L’ebreo, dal momento in cui ha sentito le parole di D-o tuonare nella sua anima e nel proprio intelletto, non ha smesso di adoperare tutte le forze concesse dal Cielo per tramutare il buio in luce e moltiplicare al più presto possibile la massa delle forze del bene.</p>
<p dir="ltr">Queste misure saranno recepite in maniera differente a seconda dei diversi individui. Ci saranno quelli più portati alla razionalità, che tenderanno a dimenticare un po’ i comandamenti legati all’unicità di D-o e alla proclamazione costante della Sua esistenza. E quelli che invece enfatizzeranno più gli aspetti irrazionali, accantonando erroneamente i comandamenti che esigono rispetto del prossimo, della sua famiglia e dei suoi beni.</p>
<p dir="ltr">Tuttavia, dovranno essere applicati a tutti gli ebrei indistintamente i (Dieci) provvedimenti (o Comandamenti) seguenti:</p>
<p dir="ltr">1. Il principio di fede nel D-o dei nostri padri.</p>
<p dir="ltr">2. L’unicità di D-o e il divieto di servire qualsiasi divinità al di fuori di Esso.</p>
<p dir="ltr">3. Il divieto di pronunciare il nome di D-o invano.</p>
<p dir="ltr">4. L’obbligo di rispettare la santità del Sabato.</p>
<p dir="ltr">5. Il dovere di rispettare il padre e la madre.</p>
<p dir="ltr">6. Il divieto di uccidere.</p>
<p dir="ltr">7. Il divieto di commettere adulterio.</p>
<p dir="ltr">8. Il divieto di rapire e rubare.</p>
<p dir="ltr">9. Il divieto di testimoniare il falso.</p>
<p dir="ltr">        10. Il divieto di desiderare ciò che appartiene al prossimo.</p>
<p dir="ltr">Da quel momento gli ebrei sdegnano di nascondere le proprie opinioni e le proprie intenzioni. Dichiarano apertamente che i propri fini possono esser raggiunti soltanto seguendo ciò che D-o da loro richiede. Il popolo ebraico, ottemperando ai dettami della Torà, non ha da perdervi che le catene di un mondo che cerca di appiattire tutti su una stessa posizione e opinione. Hanno un mondo (presente e futuro) da guadagnare.</p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr">EBREI DI TUTTI I PAESI, UNITEVI!</p>
<p><strong id="internal-source-marker_0.7131435289047658">*Liberamente tratto e riadattato dal Manifesto del partito comunista<br />
Gheula Canarutto Nemni</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensieriditora.it/index.php/2013/02/manifesto-dellebraismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Finchè anche le sorgenti sgorgheranno…</title>
		<link>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/12/finche-anche-le-sorgenti-sgorgheranno/</link>
		<comments>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/12/finche-anche-le-sorgenti-sgorgheranno/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2012 12:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rav Ronnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[19 Kislev]]></category>
		<category><![CDATA[alte Rebbe]]></category>
		<category><![CDATA[chabad]]></category>
		<category><![CDATA[chassidut]]></category>
		<category><![CDATA[rabbi Shenor zalman]]></category>
		<category><![CDATA[Tanya]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensieriditora.it/?p=436</guid>
		<description><![CDATA[Se fossi un medico, vorrei poter comprendere tutti i meccanismi che regolano il corpo umano. Desidererei capire il motivo per il quale le cellule buone permettono a quelle cattive di riprodursi nel corpo scatenando disfunzioni e malattie. Sognerei di avere la capacità di trovare la cura per la sofferenza di ogni paziente e poter così &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/12/finche-anche-le-sorgenti-sgorgheranno/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se fossi un medico, vorrei poter comprendere tutti i meccanismi che regolano il corpo umano. Desidererei capire il motivo per il quale le cellule buone permettono a quelle cattive di riprodursi nel corpo scatenando disfunzioni e malattie. Sognerei di avere la capacità di trovare la cura per la sofferenza di ogni paziente e poter così rendere la vita degli esseri umani esclusivamente una meravigliosa esperienza. Se fossi uno scienziato vorrei poter comprendere i segreti più reconditi della natura. Desidererei scoprire il comportamento di ogni sub particella di un atomo in modo da permettere al mondo di avanzare ogni giorno. Sognerei di sapere prevedere terremoti e tempeste, così da non fare rischiare la vita a nessun individuo. Se fossi un matematico vorrei poter comprendere la vera relazione tra i numeri. Desidererei dare una risposta a problemi rimasti irrisolti per centinaia di anni. Sognerei di portare alla luce quelle leggi esistenti dalla nascita della terra, che nessuno è stato ancora in grado di scoprire. Se fossi un ebreo vorrei poter comprendere il vero motivo per cui l’essere umano si trova in questo mondo. Desidererei capire la ragione per cui una semplice striscia di pelle e una scatoletta con delle pergamene, è in grado di legare l’uomo al suo Creatore. Sognerei di potere attribuire un significato e avere una soluzione per quel senso di vuoto che spesso tormenta anche l’individuo più indaffarato. Vorrei poter comprendere come conciliare la materialità di ogni giorno con la spiritualità più elevata del mondo. Desidererei capire perché un’ora di studio di Torà crea una protezione per l’anima ed effetti positivi illimitati e il motivo per cui la mitzvà di una persona che non sa molto vale molto di più di chi ne sa tanto. Sognerei di essere in grado di rispondere alla domanda “Aiekà?- Dove sei?- Stai davvero utilizzando il tempo che ti è stato concesso su questa terra per portare a termine lo scopo della tua venuta al mondo?” senza nessuna esitazione. Se fossi un ebreo e sapessi che dal giorno del 19 di Kislev del 1798, i segreti più reconditi della Torà, le risposte a dubbi millenari di intere generazioni, dal motivo per la discesa dell’anima in questa terra al modo per elevare ogni briciola di materia, non è più patrimonio di pochi eletti, ma sapere a cui ogni ebreo, a prescindere dal proprio livello spirituale, può attingere, non aspetterei neppure un attimo. A digitare ‘chassidut’ su Google, a cercare una lezione di Tanya nella città in cui vivo e scoprire. Che la vita di un uomo può assumere un nuovo significato dall’oggi al domani. ‘Chi studia la chassidut, la kabalà, sa che al di là del nostro mondo e di quello degli angeli, esiste un numero infinito di mondi pieni di luce divina, bellezza e unità. Tutti questi mondi sono soltanto un mezzo per arrivare al fine. Tutto è stato creato per un unico scopo: dare vita ad una dimora per D-o nel mondo materiale di ognuno di noi’. Gheula Canarutto Nemni</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/12/finche-anche-le-sorgenti-sgorgheranno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Razionale e Persona di fede</title>
		<link>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/razionale-e-persona-di-fede/</link>
		<comments>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/razionale-e-persona-di-fede/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2012 14:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rav Ronnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensieriditora.it/?p=429</guid>
		<description><![CDATA[&#160; C’era una volta  una persona che amava farsi chiamare Razionale. Secondo la sua filosofia di vita, tutto doveva essere spiegabile. Il sorgere ininterrotto del sole e della luna, l’alternarsi senza mai perdere un colpo dell’inverno e dell’estate, la crescita di un germoglio dalla semplicità di un seme, un girasole sempre girato verso la luce &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/razionale-e-persona-di-fede/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>C’era una volta  una persona che amava farsi chiamare Razionale. Secondo la sua filosofia di vita, tutto doveva essere spiegabile. Il sorgere ininterrotto del sole e della luna, l’alternarsi senza mai perdere un colpo dell’inverno e dell’estate, la crescita di un germoglio dalla semplicità di un seme, un girasole sempre girato verso la luce e il cielo. Nulla poteva fuggire alle sue delucidazioni. Per tutto c’era una logica, un punto di partenza, un meccanismo di fondo, una miscela chimica, una motivazione fisica. Se per caso succedeva qualcosa di buono, ringraziava la concatenazione di eventi che matematicamente  l’aveva generato. Se, accidentalmente la giornata prendeva una brutta piega, la colpa ricadeva sul pulviscolo molecolare che casualmente aveva incrociato. Quando proprio non riusciva a fornire spiegazione logica a qualche prodigio, chiamava in gioco il destino. Ma mai e poi mai, avrebbe menzionato il Suo nome. Il nome di D-o. L’attribuzione al fato e al destino proseguì fino a quel fatidico giorno. In cui assistette alla nascita di un bambino. Vide la vita uscire da un’altra vita, il respiro prendere forza da un altro respiro, un pianto sommarsi a un altro. Un’incredibile concatenazione di casualità, una stupefacente straordinarietà. Un essere umano che crea un altro essere umano. Capace di ridere, piangere, prendere fiato, mangiare. Sognare, pensare, ragionare. Razionale si rinchiuse in casa per tre giorni. Le parole sovrannaturale e miracolo tormentavano il suo spirito più di ogni altro tarlo. Quell’anima venuta dal nulla scombussolò ogni suo ragionamento. Quel minuscolo naso già in grado di respirare senza sapere cosa fosse l’ossigeno, quella microscopica bocca già in grado di afferrare la fonte del proprio sostentamento senza sapere il significato di proteina, rappresentavano una seria minaccia per ogni suo credo. Dopo ore di lotte interiori capitolò. C’è un D-o in questo mondo, dichiarò. Dopo ore di ricerca, davanti all’evidenza, si arrese. Dietro a ogni fenomeno naturale, ci sono miriadi di miracoli costanti, decise. Razionale cambiò il proprio nome in Persona di fede. E da allora, grazie a quel piccolo esserino che sembrava venuto dal nulla, crede.</p>
<p>Gheula Canarutto Nemni</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/razionale-e-persona-di-fede/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’Indipendenza dai Genitori</title>
		<link>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/lindipendenza-dai-genitori/</link>
		<comments>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/lindipendenza-dai-genitori/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2012 14:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rav Ronnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[marito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensieriditora.it/?p=430</guid>
		<description><![CDATA[Quando avevo 18 anni sono andata a studiare all’estero e lì mi sono sposata e ho cresciuto la mia famiglia. Guardando indietro, mi rendo conto che avevo bisogno di lasciare casa per scoprire le mie capacità e le mie proprie forze. Sono figlia unica, molto amata dai miei genitori che però sono sempre stati troppo &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/lindipendenza-dai-genitori/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando avevo 18 anni sono andata a studiare all’estero e lì mi sono sposata e ho cresciuto la mia famiglia. Guardando indietro, mi rendo conto che avevo bisogno di lasciare casa per scoprire le mie capacità e le mie proprie forze. Sono figlia unica, molto amata dai miei genitori che però sono sempre stati troppo coinvolti nella mia vita; ne hanno gestito ogni singolo aspetto e io ho finito col credere di non poter fare nulla senza di loro. Vivendo per conto mio, ho potuto coltivare le potenzialità che non sapevo di avere.</p>
<p>Sei mesi fa, mio marito ha accettato un’offerta di lavoro molto vantaggiosa che ha comportato il nostro trasferimento nel mio paese di origine, nella mia città, a dieci minuti di macchina dai miei genitori. All’inizio pensavo che sarebbe stato bello abitare vicino a loro dopo tanti anni di separazione, ma adesso vedo che vivere lontani era meglio. Vengono da noi quasi ogni giorno, per un saluto ai bambini o per cenare insieme o guardare un programma alla Tv – trovano sempre un pretesto per venire qui. La cosa peggiore è che ho l’impressione che abbiano ricominciato a gestirmi. Siccome resteremo ad abitare qui ancora a lungo, devo trovare una soluzione.</p>
<p>Ti trovi in una situazione insidiosa; può senz’altro essere piacevole e utile avere vicino la famiglia ma forse i tuoi genitori sono anche “troppo” vicini. Può essere fastidioso quando i genitori pensano che i figli adulti siano ancora bambini come può essere arduo per alcuni genitori rendersi conto che i figli sono cresciuti, specie se sono stati lontano da casa per lungo tempo. Tu sei consapevole della tua crescita, ma i tuoi genitori no, non ne sono stati testimoni.</p>
<p>Ci sono alcuni accorgimenti che possono alleggerire la situazione. Prima di tutto devi stabilire dei limiti, dei confini. Con quale frequenza vuoi che i tuoi genitori vengano da te? Che tipo di rapporto vuoi che abbiano con i tuoi figli? Una volta chiarito questo a te stessa, puoi decidere quanta “simbiosi” vuoi. Può essere passare venerdì sera insieme, o la domenica con i bimbi, o una visita in mezzo alla settimana. Una volta che hai stabilito dei limiti, comunicali ai tuoi genitori. Sappi che è molto meglio essere onesti, chiari e allo stesso tempo rispettosi ed amorevoli (“Mamma, adoro quando vieni da noi il pomeriggio ma scombina un po’ i nostri ritmi, credo sia meglio se vieni solo il mercoledì.”).</p>
<p>Trova delle aree in cui puoi accettare o può essere addirittura conveniente per tutti che i tuoi genitori siano coinvolti e lascia che siano loro a gestirle. Potresti scoprire che in realtà i tuoi genitori vogliono soltanto più tempo insieme ai nipoti. Potresti proporre, ad esempio, che prendano un nipote una volta alla settimana a rotazione. In questo modo, tu avresti una pausa, e ogni figlio avrebbe l’opportunità di sviluppare il suo rapporto personale con i nonni. Puoi anche assegnare ai tuoi genitori dei compiti speciali. Se guidano, potrebbero accompagnare o andare a prendere i figli a scuola una volta alla settimana, oppure aiutarli nei compiti a casa.</p>
<p>È importante ricordare che anche se sei ormai adulta, sei comunque vincolata alla mitzvà del Kibbùd Av vaEm, ossia del precetto di rispettare i genitori. Parte di questo comandamento comprende anche il rispettare i loro desideri (purché siano ragionevoli e non contraddicano la Torà). Se vogliono far parte della tua vita devi pensare a come accontentare un po’ tutti. Si tratta di misurare le necessità di tutti e trovare un equilibrio. Anche se non è facile, è una vera e propria benedizione avere dei genitori che vogliono essere coinvolti nella vostra vita, per te e per i tuoi figli.</p>
<p>Ricorda che le capacità e la forza che hai trovato in te sono ancora lì. Il fatto di essere tornata “a casa” non significa che sei tornata ad essere la persona che eri quando sei andata via. Le tue conquiste personali restano dentro di te e non ti lasceranno; preservale con cura ed utilizzale. Se sei stata capace di allevare la tua famiglia da sola fino ad ora, possiedi senz’altro la forza e la fantasia per far funzionare le cose anche nel contesto in cui ti trovi ora.</p>
<p>Buona fortuna!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di Beryl Tritel, per gentile</p>
<p>concessione di chabad.org</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/lindipendenza-dai-genitori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un Lurià perso e ritrovato</title>
		<link>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/un-luria-perso-e-ritrovato/</link>
		<comments>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/un-luria-perso-e-ritrovato/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2012 14:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rav Ronnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Arizal]]></category>
		<category><![CDATA[Luria]]></category>
		<category><![CDATA[Shoah]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensieriditora.it/?p=427</guid>
		<description><![CDATA[Rabbi Yitzchàk Lurià (1534-1572), più noto con l’acronimo « Arizal » fu un grande studioso del Talmùd ed è a tutt&#8217;oggi il massimo riferimento dell’erudizione cabalistica. Nacque a Gerusalemme, crebbe e visse al Cairo e morì a Tzfàt-Safed, in Galilea. Alla morte del padre, si trasferì in Egitto dallo zio, Rabbi Mordechay Frances, che lo &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/un-luria-perso-e-ritrovato/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rabbi Yitzchàk Lurià (1534-1572), più noto con l’acronimo « Arizal » fu un grande studioso del Talmùd ed è a tutt&#8217;oggi il massimo riferimento dell’erudizione cabalistica. Nacque a Gerusalemme, crebbe e visse al Cairo e morì a Tzfàt-Safed, in Galilea. Alla morte del padre, si trasferì in Egitto dallo zio, Rabbi Mordechay Frances, che lo prese sotto la sua protezione e dove si sposὸ con la di lui figlia. Al Cairo studiὸ presso la Yeshivà di rav David Ben Zimrà. Consacrὸ la maggior parte del suo tempo allo studio del Talmùd e della Legge ebraica e in seguito approfondì notevolmente l’esplorazione della Kabbalà. I suoi preziosi insegnamenti in materia furono essenziali ai Maestri della Torà e della Kabbalà dei secoli successivi e fino ad oggi. In effetti, da quando fu rivelata nel Libro dello Zohàr da rabbi Shimὸn Bar Yochay 14 secoli addietro, essa fu lasciata nell’oblio ed era sconosciuta da quasi tutti. I riti dei libri di preghiera sefaràd e chassidici, segnatamente quelli della chassidùt Chabàd-Lubavitch, sono stati redatti in base alle dottrine elaborate e diffuse dal rav Lurià. Fra i suoi discepoli si annoverano Rabbi Chaym Vitàl e rabbi Shlomo Elkabetz, autore del bellissimo inno “Lechà Dodi”, cantato ogni venerdì sera in tutte le sinagoghe del mondo. Dopo una vita segnata da svariate difficoltà, l’Arizal decedette all’età di trentotto anni vittima di un’epidemia che si era propagata a Tzfàt. Questa è la città mistica per antonomasia e poco distante, nella cittadina di Merὸn, giace il summenzionato discepolo di rabbi Akivà,  rabbi Shimὸn Bar Yochay di cui si commemora la dipartita a Lag Baὸmer con falὸ, gite nei boschi e nei campi, canti e balli e parole di Torà.</p>
<p>—————-</p>
<p>Nel 1943 nella città di Gutshein, in Germania, fu con immensa gioia che la famiglia Lurià accolse il suo primo figlio. Ma l’allegria non durὸ a lungo. Poche ore dopo, i nazisti assembrarono tutti gli ebrei della città, fra i quali i Lurià, e li spinsero nei vagoni a bestiame a destinazione dei campi di concentramento diretti all’Est.</p>
<p>Miriam Lurià teneva il suo pacco stretto contro di lei nel vagone freddo e umido con la speranza che non venisse scoperto poiché ciὸ comportava per il neonato la morte sicura. Aveva con sé delle pastiglie che mise nella bocca del neonato pensando che l’iperdosaggio  lo avrebbe fatto dormire per qualche ora e mantenuto in silenzio. Dopo lunghi giorni di viaggio, il treno si fermὸ brutalmente. Erano arrivati ad Auschwitz. Affamati ed inebetiti, gli ebrei di Gutschein raggiunsero la fila della selektzya, la selezione per determinare chi era idoneao ai lavori forzati e chi invece lo era per le camere a gas. Miriam era ancora giovane e in ottime condizioni fisiche. Emise un sospiro di sollievo quando fu promossa dalla selezione. Abbarbicato alla schiena della madre e nascosto da una sciarpa, il piccolo dormiva ancora, completamente incosciente della crudeltà del mondo in cui era nato. La madre sapeva che se fosse rimasto nel campo sarebbe stato sicuramente scoperto. Afferrὸ al volo la prima occasione per salvarlo. Passando vicino al recinto elettrico, notὸ un contadino dal viso umano. Con una preghiera sulle labbra gli lanciὸ il suo “zainetto”. Il brav’uomo ebbe pietà del bimbo e promise di fare quel che poteva. Mantenne la sua parola e lo consegnὸ ad un orfanotrofio non ebraico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Miracolosamente, Miriam e il marito sopravvissero ai due campi e furono liberati alla fine della guerra. Si misero subito a percorrere l’Europa da un orfanotrofio all’altro alla ricerca del loro amato figliolo. Ogni risposta negativa li sprofondava sempre più nella disperazione. Ma non si diedero mai per vinti. Dopo anni trascorsi a seguire piste false, un’informazione li condusse a Parigi dove ritrovarono finalmente il loro fagotto, diventato un bambino di cinque anni. Poco dopo, la famiglia si trasferì in Australia. Come spiegὸ Miriam, essi desideravano “stare il più lontano possibile dall’Europa”. Si adoperarono anche a cancellare ogni minima traccia di quella identità ebraica che aveva causato loro tanta sofferenza. Chiamarono il figlio Alex e non gli svelarono mai la sua ebraicità. Egli, infatti, non fu mai portato in una sinagoga. Apprese che era ebreo dai suoi compagni di classe che lo schernivano proprio per questa ragione. Una volta, sua madre lo accompagnὸ da un rabbino con richiesta di spiegare al figlio il mistero dell’ebraismo. Alex oggi afferma:  “Ma in realtà non mi ha detto niente di speciale sennonché le ragioni per le quali sono odiato dagli altri”.</p>
<p>***</p>
<p>Quest’estate, un amico ed io abbiamo percorso l’Australia centrale in un camper carico di materiale educativo e culturale ebraico e cibo cashèr sufficiente a nutrirci per qualche settimana. Eravamo stati mandati in missione dal centro Chabàd per l’Australia Rurale e Regionale (Rural and Regional Australia &#8211; RARA) alla ricerca di ebrei sparsi sul continente che potessero usufruire di un poco di ispirazione ebraica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sfogliando le pagine bianche a Ballarat, Stato di Victoria, notammo il cognome Lurià. Cosa ci faceva il nome di una delle più nobili famiglie rabbiniche della storia ebraica nell’elenco telefonico di Ballarat? Scrivemmo l’indirizzo e decidemmo di tentare la nostra chance.</p>
<p>Un uomo sulla settantina ci aprì la porta e gli dicemmo che eravamo rabbini che si spostavano nell’entroterra per far visita ad altri fratelli ebrei. Il viso di Alex si illuminὸ: “Per anni i cristiani mi sono stati addosso per cercare di convertirmi ma non ho mai dato loro retta. Ma ho sempre desiderato che la comunità ebraica, il mio popolo, mi tendesse la mano allo stesso modo”. Durante la visita Alex ha messo i teffilìn per la prima volta della sua vita e ha affisso una mezuzà allo stipite della sua porta. Al momento di congedarci, ci fermὸ: “Mio padre mi ha sempre detto che ero un discendente di un rabbino, un certo Isacco Lurià. Vi dice qualcosa questo nome?”</p>
<p>Eccome! Rabbi Yizchàk Lurià (1513-1572) conosciuto con l’acronimo “Arizal” fu uno dei più grandi cabbalisti di tutti i tempi. I suoi approfondimenti hanno funto da base per le generazioni seguenti e fino ai nostri giorni a quasi tutte le opere di mistica ebraica.</p>
<p>Naturalmente, abbiamo conservato i recapiti di Alex e gli promettemmo di rimanere in contatto. Allontanandoci da casa sua, non potemmo impedirci di pensare che l’Arizal, da lassù, doveva sicuramente provare gran soddisfazione vedendo il suo discendente ricollegarsi alle sue radici. Il viaggio era stato lungo ma Alex finalmente era sulla strada del ritorno.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/un-luria-perso-e-ritrovato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Provaci ancora Sem&#8230;</title>
		<link>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/provaci-ancora-sem/</link>
		<comments>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/provaci-ancora-sem/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2012 14:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rav Ronnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[ebraismo]]></category>
		<category><![CDATA[ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[Noah]]></category>
		<category><![CDATA[Noè]]></category>
		<category><![CDATA[Sem]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensieriditora.it/?p=425</guid>
		<description><![CDATA[Della tua  vita Sem non si sa molto. Se non che, insieme alla tua famiglia,  sei riuscito a scampare a un diluvio universale. E che, a differenza di un tuo fratello, hai deciso insieme all&#8217;altro di coprire tuo padre mentre si trovava in una situazione un po&#8217; imbarazzante. Invece di stare a guardarlo. Benedetto sia &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/provaci-ancora-sem/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Della tua  vita Sem non si sa molto. Se non che, insieme alla tua famiglia,  sei riuscito a scampare a un diluvio universale. E che, a differenza di un tuo fratello, hai deciso insieme all&#8217;altro di coprire tuo padre mentre si trovava in una situazione un po&#8217; imbarazzante. Invece di stare a guardarlo. Benedetto sia D-o, il D-o di Sem, ti ha detto  tuo padre per ringraziarti. Poi, sei svanito nel nulla. Della tua storia personale non c&#8217;e&#8217; più traccia. Eppure Sem, mi dispiace dirtelo, ma il mondo, per qualche oscuro motivo, ce l&#8217;ha davvero su con te. Forse per via di quel tuo  esagerato pudore. O per quel tuo deciso attaccamento alla moralità. Forse per quel tuo prodigarti nel rispetto del  padre. Mettendo in risalto il comportamento sbagliato di tuo fratello. Forse per la tua inconsapevole creazione della prima forma d&#8217;abuso della civiltà. Forse  per la tua incredibile ostinazione. A non abbassare la testa. A non accettare passivamente il fare del mondo. Capace  di costruirsi una morale di comodo per ogni diversa circostanza. Forse per la tua eterna voglia. Di andare contromano, di osservare tutti procedere in una direzione e continuare imperterrito a seguirne una totalmente opposta. Sem, mi dispiace dirtelo, ma sei diventato così famoso, che per quelli che si ostinano ad andarti contro è stato coniato addirittura un nome. Antisemiti li hanno chiamati. E da millenni ormai si sono organizzati. Per demolirti, distruggerti, farti sparire. Sei troppo scomodo Sem. Sei una coscienza parlante. Ricordi la volontà di D-o su questa terra. A gente che di D-o, di moralità, di giustizia equa,  di imparzialità, proprio non ne vuole sentire parlare. Ma se tu sei passato di qua.  Se hai dato inizio a una progenie che dal diluvio ad oggi non ha smesso di credere e battersi per i valori in cui tu stesso credevi. E per i quali D-o ti ha benedetto. Noi ci proveremo. A non deludere. Né te. Ne chi ti dà contro. E continueremo. A dare vita al tuo messaggio così scomodo per chi ci sta intorno.<br />
Gheula Canarutto Nemni</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/10/provaci-ancora-sem/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un leader in piena regola</title>
		<link>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/un-leader-in-piena-regola/</link>
		<comments>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/un-leader-in-piena-regola/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2012 17:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rav Ronnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[chabad]]></category>
		<category><![CDATA[Guida]]></category>
		<category><![CDATA[leader]]></category>
		<category><![CDATA[Lubavitch]]></category>
		<category><![CDATA[moshè della nostra generazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rebbe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensieriditora.it/?p=421</guid>
		<description><![CDATA[Non deve essere stato facile stare in piedi per 10-12 ore, sorridere e dare benedizioni alla persona che stava di fronte come se fosse la prima e unica di una fila che in realtà si snodava fino a quattro vie più in là. Ma essere un leader significa valorizzare ogni persona. Non doveva essere semplice &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/un-leader-in-piena-regola/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.jewishmansfield.com/media/images/332/rCDq3328928.jpg" alt="" width="180" height="242" />Non deve essere stato facile stare in piedi per 10-12 ore, sorridere e dare benedizioni alla persona che stava di fronte come se fosse la prima e unica di una fila che in realtà si snodava fino a quattro vie più in là. Ma essere un leader significa valorizzare ogni persona. Non doveva essere semplice ricevere centinaia di lettere ogni giorno e rispondere a ognuna come se fosse il proprio migliore amico ad avere scritto. Ma essere leader implica capacità di ascoltare.  Non rientrava in qualcosa di molto comune trovare il modo di motivare giovani coppie che pochi giorni dopo le nozze si trovavano dall&#8217;altro capo del mondo con l&#8217;unico scopo di risvegliare e fare rivivere l&#8217;ebraismo sopito di quel posto. Ma essere leader vuol dire saper convincere gli altri che ce la possono fare a cambiare ciò che sta intorno. Non era accettato da tutti il mettere dei tefillin sul braccio di persone che non mangiavano kasher ne&#8217; rispettavano shabat. E importanti agli occhi di chi li aveva davanti solo per il fatto di essere nati ebrei. Ma il vero leader  ripone fiducia non solo in se stesso.  Non era una scena usuale assistere a capi di stato e primi ministri, scienziati famosi e personaggi rinomati, venire in visita per prendere un consiglio da chi non si era mai laureato nelle  materie e negli argomenti per cui erano giunti a consultarsi. Ma un vero leader viene cercato per la propria saggezza.  Non tutti sarebbero stati capaci di pregare per la guarigione di un ebreo mai visto con lo stesso fervore con cui un padre prega per la salute del figlio. Ma per il leader ogni membro della squadra ha la stessa importanza.  Non tutti difendevano a spada tratta, rischiando di perdere simpatizzanti e consensi, il diritto proveniente da D-o a possedere le terre di Israele. Infondendo coraggio e forza per non cedere a ricatti politici e internazionali. Perchè il  leader sa che se non e&#8217; lui a fare, nessuno farà. Non era da tutti insegnare la Torà a ogni ebreo insistendo perchè non si staccasse dalle tradizioni e dalle usanze dei suoi padri. Ma il vero leader e&#8217; in grado di rispettare e valorizzare le diversità.  Non c&#8217;era ancora nessuno a parlare di mashiach, di tempi migliori, di profezie che si avverano, di bottoni da lucidare come ultimo passo prima della redenzione. Leader e&#8217; colui che possiede una visione e la condivide con il mondo intero. I leaders sono lì perchè c&#8217;è del lavoro da svolgere, ci sono persone in difficoltà, ci sono problemi da risolvere e sfide da cogliere. I leaders sentono quando e&#8217; il momento di accendere il lume di una candela invece che stare con le mani conserte a criticare il buio corrente. Il leader è lì perchè non vuole aspettare che qualcuno svolga il lavoro da fare. E così si mette a disposizione di chi sta guidando per 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Perchè essere leader significa servire. Questi i requisiti per essere un vero leader secondo rabbi Jonathan Sachs (1). Queste solo alcune caratteristiche del Rebbe secondo i resoconti, le testimonianze, le evidenze, di chi ha avuto il privilegio di assorbirne saggezza e consigli lungo l&#8217;arco di una vita dedicata interamente, senza mai un intervallo ne&#8217; interruzioni, al bene del proprio popolo e ad assicurare un futuro ebraico migliore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gheula Canarutto Nemni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(1) Rabbi Jonathan Sachs,</p>
<p>&#8220;Seven principles of Jewish leadership&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/un-leader-in-piena-regola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Test. Vostro figlio è un Grande Figlio?</title>
		<link>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/test-vostro-figlio-e-un-grande-figlio-2/</link>
		<comments>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/test-vostro-figlio-e-un-grande-figlio-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Jun 2012 09:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rav Ronnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[ebraicità]]></category>
		<category><![CDATA[ebraismo]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensieriditora.it/?p=412</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Domanda 1. Dopocena. Vi prende una voglia terribile di una sigaretta. Cosa fate? □a. Aprite la finestra e uscite in balcone. Lì, nel silenzio della notte, accendete una sigaretta e ve la fumate in pace. □b. Aprite la finestra e uscite in balcone. Lì, nel silenzio della notte, aspirate a pieni polmoni il fumo &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/test-vostro-figlio-e-un-grande-figlio-2/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone" title="test" src="http://www.coachlavoro.com/wp-content/uploads/2011/05/test.jpg" alt="" width="428" height="600" />Domanda 1. Dopocena. Vi prende una voglia terribile di una sigaretta. Cosa fate?</p>
<p>□a. Aprite la finestra e uscite in balcone. Lì, nel silenzio della notte, accendete una sigaretta e ve la fumate in pace.</p>
<p>□b. Aprite la finestra e uscite in balcone. Lì, nel silenzio della notte, aspirate a pieni polmoni il fumo proveniente dalla sigaretta del vicino.</p>
<p>Domanda 2. Vi siete svegliati tardi. Alle nove in punto dovete trovarvi per un appuntamento importante dall’altra parte della città. Alle otto, non avete</p>
<p>ancora pregato. Cosa fate?</p>
<p>□a. Leggete le notizie del mattino, fate colazione, ripassate a mente cosa dire all’incontro.</p>
<p>Domani pregherete con maggiore concentrazione per recuperare la preghiera perduta di oggi.</p>
<p>□b. Leggete le preghiere del mattino, fate colazione, non avete tempo per pensare a cosa direte durante l’incontro. Gli appuntamenti con D-o sono per voi più importanti di quelli con gli uomini.</p>
<p>Domanda 3. Vi trovate in vacanza in un posto dove non ci sono negozi kasher. Il bambino piange disperato. Vuole un gelato dagli ingredienti assai dubbi. Cosa fate?</p>
<p>□a. Provate a spiegargli che, in quanto ebrei, mangiate solo kasher. E che quel gelato proprio non si può  prendere.  Al ventesimo sguardo accusatorio dei passanti della via, comprate il gelato giustificandovi con il pensiero che, in fondo, si tratta solo di un bambino piccolo.</p>
<p>□b. Provate a spiegargli che, in quanto ebrei, mangiate solo kasher. Che quel gelato proprio non si può prendere.  Nonostante siate arrivati a contare il ventesimo sguardo accusatorio dei  passanti della via, non cedete e comprate al bambino un chilo di pesche sugose.</p>
<p>Domanda 4. Dopocena. A vostro figlio prende una voglia terribile di una sigaretta. Cosa pensate che faccia?</p>
<p>□a.  Aprirà la finestra e uscirà in balcone. Lì, nel silenzio della notte, nonostante gli abbiate spiegato migliaia di volte quanto il fumo sia nocivo alla salute, si accenderà una sigaretta e se la fumerà in pace.</p>
<p>□b. Aprirà la finestra e uscirà in balcone. Lì, nel silenzio della notte, aspirerà a pieni polmoni il fumo proveniente dalla sigaretta del vicino.</p>
<p>Domanda 5. Vostro figlio si è svegliato tardi. Alle nove in punto deve trovarsi per un appuntamento importante dall’altra parte della città. Alle otto, non ha ancora pregato. Cosa farà?</p>
<p>□a. Leggerà le notizie del mattino, farà colazione, ripasserà a mente cosa dire all’incontro.</p>
<p>Domani pregherà con maggiore concentrazione per recuperare la preghiera perduta di oggi, nonostante gli abbiate ripetuto infinite volte l’importanza di iniziare la giornata pregando.</p>
<p>□b. Leggerà le preghiere del mattino, farà colazione, non avrà tempo per pensare a cosa dirà durante l’incontro. Gli appuntamenti con D-o sono per lui più importanti di quelli con gli uomini.</p>
<p>Domanda 6. Vostro figlio si trova in vacanza in un posto dove non ci sono negozi kasher.  Il suo bambino  piange disperato. Vuole un gelato dagli ingredienti assai dubbi. Cosa farà?</p>
<p>□a. Proverà a spiegare al piccolo che gli ebrei mangiano kasher. Che quel gelato proprio non si può prendere.  Al ventesimo sguardo accusatorio dei passanti della via, comprerà il gelato giustificandosi con il pensiero che, in fondo, si tratta solo di un bambino piccolo. Nonostante gli abbiate da poco spiegato che l’educazione inizia da quando si è in tenera età.</p>
<p>□b. Proverà a spiegargli che gli ebrei mangiano kasher. Che quel gelato proprio non si può prendere.  Nonostante sia arrivato a contare il ventesimo sguardo accusatorio dei passanti della via, non cederà e comprerà al figlio un chilo di ciliegie sugose.</p>
<p>Domanda 7. Secondo voi cosa si intende con l’espressione ‘modello vivente’?</p>
<p>□a. Una persona che sta ferma per otto per al giorno a farsi ritrarre dall’artista di turno.</p>
<p>□b. Un genitore consapevole del fatto che i figli lo osservano in qualsiasi momento, azione, esperienza, reazione, stia vivendo e compiendo.</p>
<p>Se avete scelto ‘a’ come risposta alla domanda 7, non stupitevi se i vostri figli ruberanno l’ultima sigaretta dal vostro pacchetto per fumarla di nascosto nel balcone dell’amico, se prediligeranno un buon affare a una buona preghiera, se i suoi figli vi porteranno in casa merendine non kasher.</p>
<p>Se avete scelto ‘b’ come risposta alla domanda 7, probabilmente avrete risposto ‘b’ a tutte le altre domande.  Perché siete consapevoli del fatto che la vostra famiglia è come la casa del Grande Fratello. Dove ogni movimento e parola dei protagonisti viene osservato e registrato. Da uno spettatore di nome Grande Figlio. In grado di cogliere ogni incoerenza tra ciò che viene fatto e ciò che viene predicato. Un Grande Figlio che un giorno ripeterà e imiterà alla perfezione ogni scelta e decisione, presa dentro alla casa dove in silenzio per giorni e anni, ha osservato e imparato. Che un genitore è un modello vivente. Un predecessore delle azioni future dei figli. Un precursore della vita dei propri nipoti. Volente. O nolente.</p>
<p>Gheula Canarutto Nemni</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/test-vostro-figlio-e-un-grande-figlio-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’acqua nel deserto</title>
		<link>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/lacqua-nel-deserto/</link>
		<comments>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/lacqua-nel-deserto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Jun 2012 09:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rav Ronnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[baal shem tov]]></category>
		<category><![CDATA[bitachon]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[emunà]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensieriditora.it/?p=410</guid>
		<description><![CDATA[Il Baal Shem Tov chiedeva spesso ai suoi discepoli di accompagnarlo nei suoi viaggi. Diceva loro di salire sulla sua carrozza e tutti insieme se ne andavano in giro. A volte li conduceva verso luoghi sconosciuti. Questi spostamenti avevano, naturalmente, un significato preciso. Una volta li condusse in un vero deserto di pietre. Il sole &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/lacqua-nel-deserto/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="desert" src="http://3.bp.blogspot.com/_LS2SuNxn65M/TTCHXEcK9hI/AAAAAAAAAG4/rWGNS1ovwLw/s1600/acqua+deserto.jpg" alt="" width="315" height="437" /></p>
<p>Il Baal Shem Tov chiedeva spesso ai suoi discepoli di accompagnarlo nei suoi viaggi. Diceva loro di salire sulla sua carrozza e tutti insieme se ne andavano in giro. A volte li conduceva verso luoghi sconosciuti. Questi spostamenti avevano, naturalmente, un significato preciso.</p>
<p>Una volta li condusse in un vero deserto di pietre. Il sole picchiava, il suolo e la polvere sollevata dal trotto dei cavalli ardevano e soffocavano i passeggeri. Viaggiarono così per ore senza vedere anima viva, senza udire altro rumore se non quello degli zoccoli dei cavalli. Quanto era lontano il ricordo della sinagoga di Mejiboz, la dolce freschezza dello studio! C’erano solo sole, sassi e polvere, in una landa estesa all’infinito. La gola dei discepoli fece loro sentire l’irritamento provocato dalla sete. La sete cresceva di continuo e molto rapidamente ebbero la sensazione che il loro corpo si fosse ridotto ad una gola seccata: la sete aveva preso possesso del loro essere. Disperati, invocarono il loro Maestro: “Siamo assetati, è impossibile da sopportare ma dove possiamo trovare acqua in questo posto?” Il Baal Shem Tov rispose: “Abbiate fede dal fondo del vostro cuore e della vostra anima che Hashem possa procuravi dell’acqua qui. Lo credete davvero?”. “Sì” risposero all’unisono. “Allora non temete, avrete in questa landa desolata tutta l’acqua che vorrete”. E la carrozza proseguì il suo viaggio. Ma il sole ora era allo zenit e i suoi raggi si fecero ancora più intensi. Il tempo passò e la sete diventò una vera tortura. Tuttavia, rimasero tutti fiduciosi e si misero a scrutare il paesaggio con la speranza</p>
<p>d’intravedere tracce di umidità tra le rocce. Ma non c’era niente. Niente. E  pareva che non ci sarebbe mai stato niente che potesse dissetarli in un universo minerale senza ombra di vita. Ancora una volta lo scoraggiamento prese possesso di loro. “Rabbi, acqua, per favore”. Il Maestro replicò: “Sappiate che Hashem contempla tutte le generazioni del mondo dall’origine. Sappiate che al momento della creazione Egli ha visto che oggi avreste avuto bisogno di acqua e ha già fatto in modo che in questo deserto ora l’acqua ci sia. Ma sappiate anche che ciò dipende da voi. Se avete una cieca fiducia in quanto ho appena detto, troverete acqua. Ma se l’acqua non c’è ancora vuol dire che fino ad ora la vostra fede non è stata così incrollabile!”</p>
<p>Queste parole penetrarono nel loro cuore e cominciarono a capire che la loro era solo un sentimento immaginario, non un vero e profondo credo. Lasciarono esprimere la loro anima: “Crediamo dagli antri più profondi del nostro corpo a ciò che il  nostro Maestro ha appena pronunciato!”. Fu in quel momento preciso, allorchè le loro parole sembravano sospese nell’aria, che lo videro.<br />
Si stava avvicinando piano piano. Era un uomo di bassa statura, vestito da contadino polacco. Sembrava venisse da molto lontano. Era sovraccarico: dalle sue spalle pendevano due secchi d’acqua. I discepoli non capivano. Gli domandarono da dove venisse. Il paesano rispose: “Il mio padrone è diventato matto. Stamattina si è alzato molto presto, mi ha chiamato e mi ha ordinato di andare a prendere acqua dalla sorgente che si trova dall’altra parte di questo deserto. Ho impiegato ore  e ore per arrivarci e mi ci vorrà ancora molto tempo per riportare quest’acqua al mio padrone e francamente non capisco cosa lo abbia spinto ad impartirmi un ordine del genere!” I discepoli si scambiarono occhiate, ma non di sorpresa: per loro ora era tutto chiaro. Chiesero al contadino di poter bere la sua acqua e questi accettò. E fu così che si dissetarono, con la forza della fede.</p>
<p>Traduzione di Myriam Bentolila</p>
<p>A cura di Sterna Canarutto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/lacqua-nel-deserto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I segreti della  Menorah</title>
		<link>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/test-vostro-figlio-e-un-grande-figlio/</link>
		<comments>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/test-vostro-figlio-e-un-grande-figlio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Jun 2012 09:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rav Ronnie</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Tavola di shabat]]></category>
		<category><![CDATA[candelabro]]></category>
		<category><![CDATA[ebraismo]]></category>
		<category><![CDATA[educazione ebraica]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[hamenorah]]></category>
		<category><![CDATA[menorà]]></category>
		<category><![CDATA[menorah]]></category>
		<category><![CDATA[modello vivente]]></category>
		<category><![CDATA[parashà]]></category>
		<category><![CDATA[zohar]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensieriditora.it/?p=406</guid>
		<description><![CDATA[«El moul pené hamenorà yaìrou Shivàt haneròt» – Di fronte alla Menorà illumineranno i sette  lumi.  Il lume centrale del candelabro è più elevato degli altri, e gli altri sei convergono nella sua direzione. Il versetto avrebbe dovuto parlare quindi di “sei lumi” e non di sette. Diverse interpretazioni sono state presentate in proposito. Lo &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/test-vostro-figlio-e-un-grande-figlio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="menorah" src="http://judaica-art.com/images/uploads/Priest_prepares_the_Menorah_3.jpg" alt="" width="393" height="510" /></p>
<p>«El moul pené hamenorà yaìrou Shivàt haneròt» – Di fronte alla Menorà illumineranno i sette  lumi.  Il lume centrale del candelabro è più elevato degli altri, e gli altri sei convergono nella sua direzione. Il versetto avrebbe dovuto parlare quindi di “sei lumi” e non di sette. Diverse interpretazioni sono state presentate in proposito. Lo Zohar riporta: “Si tratta delle sette luci della Menorà terrestre di fronte a quella celeste, in quanto il Santuario terrestre si trova di fronte al Santuario celeste”. Altri commentatori notano che la Torà non ha mai dato molto peso alla precisione delle cifre. Ad esempio, il tempo che decorre tra Pesach e Shavuot è esattamente di quarantanove giorni, mentre i Testi parlano di cinquanta giorni. Queste illustrazioni però non portano nessuna delucidazione convincente al nostro quesito. Ma la risposta è molto più semplice: benché ci fosse un lume in posizione più alta degli altri, tutti e sette avevano lo stesso livello di santità. Questa è anche la ragione per la quale la Menorà è stata scolpita a partire da un blocco monolitico di oro massiccio.</p>
<p>La fabbricazione</p>
<p>La fabbricazione della Menorà fu un vero grattacapo per Moshè. Per quanto riguarda gli altri utensili del Mishkàn-Santuario, egli aveva seguito le dettagliate istruzioni impartitegli da Hashèm. Per la Menorà, invece, ignorava quale aspetto essa dovesse avere. Mentre si tormentava per la questione, ebbe una visione -  riferisce il Midràsh &#8211; nella quale gli si presentava la struttura esatta della Menorà. Doveva essere fabbricata a partire da un unico blocco affinché nessun elemento potesse essere smontabile. Doveva essere composta da tre parti principali: un braccio centrale, dal quale si ramificavano altri tre da ambo le parti con forma di angolo acuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La seconda parte consisteva in 22 Gheviim &#8211; calici, rappresentanti le 22 lettere dell’alfabeto ebraico. La terza parte recava nove fiori. Le tre parti costituivano un insieme senza giunture. Il Midràsh spiega che la Menorà è l’emblema del popolo ebraico per antonomasia. Il braccio centrale simboleggia gli israeliti che consacrano la loro vita allo studio e alla pratica delle mitzvot. I calici ritraggono coloro che credono che valga la pena di vivere la vita solo nell’agio, nell’opulenza e nell’accumulo dei beni materiali. I fiori rappresentano lo strato del popolo che trascura l’osservanza delle mitzvot per prendersi cura esclusivamente della propria famiglia, ritenendola l&#8217;unica fonte di felicità. La durata di vita di un fiore è di tre giorni. Questa categoria di israeliti, infatti, si avvicina all’ebraismo solo tre giorni all’anno: nei due giorni di Rosh Hashanà e a Yom Kippùr. Alla luce di quanto sopra, si capisce meglio il messaggio che Hashem intende trasmettere: il popolo ebraico è fatto di un solo pezzo, nonostante i divergenti punti di vista e le policromate condotte di vita. Pertanto, nessuno può arrogarsi il diritto di respingere un membro della comunità adducendo come pretesto il fatto che egli non applichi tutti i comandamenti. Il ruolo di coloro che evolvono nella Torà è di mostrare l’esempio e di palesare la felicità di essere ebrei in senso compiuto. In ognuno di noi deve serbare la speranza di rivedere un giorno il popolo più antico del mondo riformasi quale unica entità, senza giunture, proprio come la Menorà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pensieriditora.it/index.php/2012/06/test-vostro-figlio-e-un-grande-figlio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
