Lavoro e Famiglia: un Marito Oberato

Posted by on 13 giugno 2011

Ho appena avuto una promozione sul lavoro e la mia attuale posizione mi porta a viaggiare spesso. Tempo fa io e mia moglie abbiamo deciso di comune e sereno accordo che lei rinunci alla sua carriera per avere tempo per i figli e io avanzi nella mia. Non vogliamo infatti che i nostri tre figli (di 6 e 4 anni e il più piccolo di 6 mesi) siano allevati da una babysitter.
Da quando però ho avuto la promozione, tutte le volte che torno a casa percepisco una forte tensione, mia moglie pretende che io le dia il cambio non appena metto piede in casa, certe volte mi mette in braccio il piccolo prima ancora che io metta giù la valigia. Quando finalmente torno a casa ho bisogno di riposarmi prima di rimettermi in pista con i figli e non sono in grado di essere subito a sua disposizione come vorrebbe lei. Qualche suggerimento?
Quando un lavoro richiede frequenti viaggi, è sempre una sfida trovare un equilibrio tra lo stare via di casa e le responsabilità famigliari. La prima cosa da capire è che uomini e donne guardano le cose con occhi diversi. Le responsabilità della cura dei bambini e del ménage sono un vero e proprio lavoro, con la differenza che è a orario continuato 24 ore su 24 e senza ferie. Spesso le donne “casalinghe” sentono la mancanza di un lavoro che le faccia stare un po’ fuori casa (forse a tua moglie manca il lavoro che faceva prima?) Alcuni uomini invece considerano le incombenze della casa e dei figli come una pausa rilassante dall’ufficio. D’altro canto, per quanto tua moglie capisca che tu sei via per lavoro, ai suoi occhi l’idea che tu dormi in un albergo e viaggi senza figli può essere vista come qualcosa di rilassante. E per te il fatto di essere via vuol dire lavorare duro e fare del tuo meglio per mantenere la tua famiglia. Ti richiede sacrificio ed è molto stancante. Entrambi dovete cercare di entrare nella prospettiva dell’altro e poi trovare insieme una soluzione.
Prima di dire a tua moglie quello che ti disturba, falle sapere quanto tu apprezzi tutto quello che fa per la casa e per i figli quando tu sei via. Il tuo lavoro è sicuramente estenuante ma tua moglie lavora altrettanto sodo! Cerca di notare qualcosa che lei ha sistemato in casa mentre tu non c’eri e ringraziala. Dille quanto lei e i figli ti mancano quando sei via. Su questa base, una volta allontanati sentimenti di reciproco astio e rivendicazioni, allora potete parlare insieme del problema e di come risolverlo. Spiegale che per alcuni viaggiare può essere rilassante ma per te non lo è; non vedi l’ora di riabbracciare la tua famiglia ma sei anche esausto e hai bisogno di una pausa prima di tuffarti in famiglia. Sarà difficile che quando finalmente torni i tuoi famigliari ti lascino tranquillo a riposare, anche tu sei mancato a loro! Forse torni a casa in un momento particolarmente caotico come la sera – cena, bagnetto e messa a letto dei figli – quando oltretutto si accumulano le stanchezze di tutti e tua moglie ha maggiormente bisogno del tuo aiuto. Se ti è possibile, potresti programmare di tornare in un momento della giornata più tranquillo, ad esempio quando i figli grandi sono a scuola, così riesci ad avere un momento di calma prima di rimetterti in pista e la sera sei disponibile. Ricorda che tua moglie un momento di calma non ce l’ha quasi mai, quindi chiedile di cosa ha bisogno da te quando tu ci sei e organizzate insieme il momento del tuo rientro in maniera da trovare un compromesso alle esigenze di entrambi. Se tua moglie vuole che tu “le dia il cambio”, significa che ha bisogno di un aiuto. Potresti offrirti di sbrigare alcune faccende quando ci sei lasciandole un po’ di tempo per se stessa, o forse, se ve lo potete permettere, avete semplicemente bisogno di un aiuto in casa per un po’ di tempo (e questo non vuol affatto dire che sarà la donna che vi aiuta in casa ad allevare i vostri figli).
La vostra è una situazione risolvibile con un po’ di attenzione, comunicazione e reciproca comprensione.
Di Beryl Tritel, per gentile concessione di chabad.org

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